Gusto medio e mediocrità

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Il mio caro amico Roberto, ingegnere e fine pensatore, ha scritto questo interessante “racconto” che, ovviamente, pubblichiamo con grande felicità.
Gettiamo un sasso nello stagno con la speranza che…….

La nostra Flaminia coupè

A casa io e mio fratello abbiamo un “Auto”, l’auto che nel 1965 mio padre comprò di seconda mano da un “commendatore” di Milano.

E’ una Lancia Flaminia coupè Pininfarina e la custodiamo ancora perché ci siamo affezionati sentimentalmente. E’ un sano ricordo della fanciullezza, quando tutti e quattro (io, mio fratello, mia madre e mio padre) partivamo per le vacanze estive alla volta di Mira, paese a ridosso della laguna veneziana, per trascorrere qualche tempo presso le case dei nonni. Ma, a pensarci bene, non è solo questo il motivo…
La teniamo l’Auto, con A maiuscola appunto, perché è un bellissimo oggetto, a tutt’oggi possiede ancora un design estremamente moderno ed è dotata della migliore, sofisticata tecnologia utilizzata dagli ingegneri Lancia di allora…

Per chi se ne intende un po’, e visti i miei trascorsi proprio da ingegnere, porto alla vostra attenzione alcune “chicche”: tutti i comandi elettrici in plancia sono serviti da relais (neanche le attuali macchine così dette di lusso adottano questa soluzione, troppo costosa), ha i quattro freni a disco (soluzione veramente unica per l’epoca) e, pur avendo la trazione posteriore, adotta la soluzione “in board”, cioè i dischi non sono collocati, come ora si usa su tutte le auto, sul mozzo della ruota bensì sull’asse di trasmissione del motore, in prossimità del differenziale. Queste soluzioni, ottime da un punto di vista tecnologico, non hanno avuto seguito sulle auto “moderne”.
Oggi, infatti, quando ci apprestiamo a comprare un vestito, una lavatrice, un paio di scarpe, non c’è venditore che non ci sommerga di lodi per il prodotto che ci sta vendendo. Il più esclusivo, il più tecnologico, il più sofisticato nel design.
Sicuramente lui fa il suo mestiere, il problema grave è che noi ci crediamo!!!
La colpa, però, è anche della comunicazione di massa; sui giornali, in televisione, sui libri, in genere le marche e le aziende più famose (o più pubblicizzate?) passano per essere le migliori, quelle che dopo anni di competizione agguerrita sono riuscite a imporre il loro standard di eccellenza. Ma è poi questa la verità!?
Di fatto, come raccontato nel mio breve ricordo dell’Auto di Famiglia, rimane un chiarissimo esempio di come un prodotto, che ad un occhio esperto di allora e ancor più adesso, veniva identificato come un vero gioiello di una società, destinata (tutti lo pensavamo…) a diventare leader nel settore, invece poi miseramente fallita, è diventato un “brand”, come direbbero i marketing manager, della FIAT!
Figlia diletta …causa di amore, gioia e dolore della vecchia “mamma” Italia e dei suoi connazionali tutti. L’azienda Fiat, e non un’azienda (molto più generico), che nel settore non è mai stata identificata all’avanguardia per qualche significante motivo (design, tecnologia o altro), per diventare riconoscibile nel mondo globale ha dovuto comprare la Ferrari. Ma tutto questo non è un caso: è una regola!

Altro ricordo…
Agli inizi degli anni ottanta lavoravo come consulente per una multinazionale francese. Nella mia esperienza lavorativa posso ben dire che i francesi sono tra le persone più razionali che abbia mai conosciuto. Sono i veri discendenti dell’antica romanità, basti dare uno sguardo alla logica organizzativa di Parigi. Infatti, nello scegliere i computers, in quella società dove mi trovavo ad operare, avevano preso il meglio: Macintosh.
Chi ne abbia avuto esperienza sa che non esagero se dico che quel piccolo PC era avanti ai sistemi Windows di almeno 20 anni.

Ma per continuare, vogliamo mettere sotto la lente d’ingrandimento il successo di Mc Donald, di Nike, di Cocacola etc., etc …? Sono forse prodotti di eccellenza? Lo sapete che la maggior parte di questi marchi non possiedono fabbriche ed i loro prodotti sono il risultato di assemblaggi realizzati in giro per il globo e con forza lavoro a bassissimo costo?
Però tutto questo, voi direte, che centra con la musica?
Parlando con Gianni siamo entrati in piena sintonia quando si discuteva della qualità della musica oggi, sia in termini di contenuti che di forma: temi semplici, spesso ripetuti, qualità dei contenuti nulli e molto spesso gli stessi copiati o nati da vecchie rivisitazioni, per non discutere sulla qualità del suono spesso inesistente. Quindi l’arte, le idee, la comunicazione vivono e si evolvono in stretta simbiosi con questi meccanismi tristi e dozzinali.
Per semplificare, quello che ci rifilano per eccellenza in tutti i campi commerciali e culturali, nessuno escluso, spesso è solo mediocrità. Mediocrità legata al gusto medio, alla cultura media , alle esperienze sensoriali medie, di un consumatore troppo spesso abbindolato dalle lusinghe e in balia dei suoi istinti elementari .
Sotto questo punto di vista risulta quindi naturale che nella lotta alla competizione abbia avuto la meglio la Fiat sulla Lancia in Italia o piuttosto la Ford in America.
I loro prodotti non sono la rappresentazione dell’eccellenza, ma di un perfetto equilibrio tra la necessità di dare una risposta ad alcuni bisogni dei consumatori con prodotti, o idee, ad un prezzo adeguato e coprire una più ampia fetta di mercato possibile per avere un margine decisamente più alto di profitto.
Ma il giudizio che i consumatori daranno, in seguito al soddisfacimento di questi presunti bisogni, si fermerà ad una superficialità incompetente. Al “gruppo”, o meglio alla “massa”, non vengono forniti i mezzi per poter riconoscere la qualità di quello specifico prodotto da cui sono stati fagocitati (per comunicazione accattivante, prezzo stracciato e rateizzato, facile reperibilità, ecc.). La gente non può fare confronti con prodotti migliori e poco pubblicizzati e che spesso possono costare anche molto meno delle marche che dirottano gli investimenti solo sul marketing e sulla estetica a discapito della qualità.
Così, purtroppo, chi vuole realmente offrire una distinzione di eccellenza, pagando studi, tecnologie e risorse in più, si trova costretto a ridurre il proprio margine di profitto, per rimanere su un mercato al ribasso, comprimendo quindi il guadagno, per arrivare spesso ad inevitabili fallimenti.
Si sono salvati i produttori di “nicchia”, quelli cioè che possono contare su una parte di consumatori colti e ricchi, specie non abbondante nel mercato, dotati di tempo, cultura e autonomia di giudizio da investire per ricercare e gustarsi l’eccellenza.
Solo oggi, ad esempio, capiamo che i grassi vegetali idrogenati non sono il burro e che per giunta fanno male a una dieta equilibrata, ma fino a ieri ci bastava che il gusto fosse adeguato alle nostre papille gustative.
I limiti del livello di cultura del consumatore, se conosciuto, rende miliardi a produttori spregiudicati.
Se vogliamo una società futura più giusta, corretta e sana, bisogna impegnarsi a fondo per abbattere il gap culturale e di informazione tra tutti i soggetti sociali ed in tutti i campi. E forse proprio da internet può partire la speranza che tutto ciò accada in tempi brevi.

Roberto Pozza

9 Commenti a “Gusto medio e mediocrità”

  1. teresa scrive:

    Carissimo Roberto (mi permetto la confidenza… per la proprietà transitiva gli amici di gianni sono nostri amici) con il tuo “racconto” e con le tue denunce sfondi una porta aperta e consola tantissimo constatare che non si è soli a pensarla in un certo modo! D’accordissimo con tutto quello che affermi ma meno ottimista sui “tempi brevi”. Il gap di informazione potrà certo colmarsi grazie al buon uso dei mille strumenti della comunicazione che abbiamo a disposizione ma trasformare le informazioni in “cultura” cioè in scelte, comportamenti, ecc. è una variabile che si muove con tempi più lunghi perchè dipende da innumerevoli fattori, non da ultimo, la libertà delle persone (che al momento, paradossalmente, ritengo essere molto poco allenata, ingabbiata nell’istintività che porta a confondere libertà con “fare quel che pare e piace” mentre altri hanno già scelto per noi come vestire, cosa mangiare, ecc.) Però credo nel cambiamento! Il cambiamento dei piccoli passi, della costruzione quotidiana fatta di piccole scelte che però portano a grandi risultati: che è poi la “forza” inconsapevole del consumatore (cioè dirigere il mercato con le proprie preferenze) Lo ha capito bene chi muove il gioco tant’è che manipola (o atrofizza) le preferenze creando risposte a bisogni inesistenti , in realtà l’oggetto in questione diventa esso stesso il bisogno da “possedere” a tutti i costi e così ci riempiamo la vita di oggetti inutili e/o mediocri e perdiamo di vista il bello, il vero, l’essenziale… il risultato è sotto i nostri occhi: mediocrità, come ci ricordavi tu, ma anche disuguaglianza e iniquità nella distribuzione delle risorse, mancata valorizzazione e uso non ottimale delle risorse planetarie, inquinamento …ecc. Siamo quindi destinati alla catastrofe? Direi di no! “qualcosa cambierà” e può cambiare da subito a partire dalla consapevolezza di ciascuno di noi… a piccoli passi, anche se sono passi che sembrano silenziosi, come ci ricorda un antico proverbio: “fa più rumore una foresta che cade che un albero che cresce”… se ciascuno di noi lavorasse per far crescere quell’albero o fosse quell’albero…

  2. teresa scrive:

    sorry, perdonatemi… come sempre sbaglio qualcosa (a ricordarmi che “le cose imperfette sono più vere”…)
    naturalmente il proverbio è “FA PIU’ RUMORE UN ALBERO CHE CADE CHE UNA FORESTA CHE CRESCE” …ora si capisce di più quello che volevo dire… noi siamo gli alberi che crescono in silenzio e, messi insieme, siamo la foresta… continuiamo a crescere!

  3. Lorena scrive:

    Roberto ha pienamente ragione.
    Stiamo vivendo in una società che tende ad appiattire ogni cosa. Si cerca in tutti i modi di trasformare la gente in una massa di (perdonatemi il termine) “pecoroni” che si spostano in branco sempre e comunque.
    E’ piatta la musica che ci propinano, sono di una pochezza allarmante la maggior parte dei programmi che passano in tv. A proposito avete notato che il teatro è quasi del tutto sparito dai palinsesti?? Sono certa che a molti farebbe piacere ogni tanto seguire qualche bella commedia (magari quelli che abitano lontano dalle grandi città e non possono godersela dal vivo). Ma la massa chiede liti carrambate & affini. Per fortuna abbiamo ancora la possibilità di scegliere di non adeguarci. Io sono contenta quando canterello le canzoni di Gianni invece del solito tormentone e pazienza se gli altri mi guardano con aria interrogativa !!
    Selezionare con cura e poi scegliere ! Non vi pare “semplice” ? :-)

  4. resistere_fi scrive:

    complimenti all’ingegner roberto per le sue riflessioni intelligenti ed anche ironiche che mi sono molto piaciute ,come i commenti che sono seguiti con altrettanta intelligenza e sensibilità d’animo.
    io non credo molto ai burattinai ,magari ci fossero ancora se non altro per la loro raffinata intelligenza ,sono invece convinto da tempo che siamo tutti burattini ,poi c’è sempre qualcuno più furbetto che in ogni situazione si avvantaggia fregando qualcun altro.
    siamo all’appiattimento totale ,a scuola alle superiori i programmi di elettrotecnica sono rimasti quelli del 1994 ,e parlo di una materia che viaggia a velocità supersonica ,come possiamo sfornare buoni tecnici se andiamo a velocità inverse rispetto al mondo tecnologico.
    fare la guerra alla stupidità è veramente difficile ,come cantava togni dieci anni fa ,ma io che ho votato un’omo che si fa rappresentare da uno come sircana ,di stupidità ne ho da regalare.
    l’importante è avere un interesse nella vita ,io per esempio da tempo mi dedico a curare per quanto possibile la mia prostata ,sperando di poterne ancora ridere.

  5. paolo scrive:

    ..se siamo qui a scrivere e leggere in questo blog è perchè seguiamo un cantante che ha saputo sempre andare contro le logiche di mercato e il continuo mercenarismo dei potenti mafiosi delle major musicali…quindi caro Roberto siamo vaccinati dai falsi santoni che ci vogliono far credere che nostro Signore è morto di freddo quando era il padrone della legna!!!
    Mio nonno e mio padre poi i motori li hanni inventati e modificati (senza fare cognomi) quindi sò cosa significa essere creativi e onesti in un paese come il nostro…..quindi come direbbe qualcuno: OGGI DI PIU’ URLO SENZA VOCE…
    un abbraccio a tutti e sempre forza GIANNI

  6. gigliola scrive:

    Anch’io, come Teresa, non sono così ottimista che le cose cambieranno in tempi brevi. Cambieranno sicuramente…ma sul gap culturale c’è ancora molto da lavorare. L’appiattimento generale è una realtà, si scambia l’informazione( e che informazione!) con la cultura. Qualsiasi evento, storia, canzone,persona, non esiste se non passa dalla tv.
    Internet può fare qualcosa? Forse, anche se ci sono ancora molte persone
    che non si avvicinano ad un computer.
    Rimettiamo il tutto alle nuove generazioni!!!
    ( sempre che noi genitori non riusciamo a sciuparle… e questo è un rischio molto concreto).

  7. resistere_fi scrive:

    dai roberto che con internet come dici tu ,e con i concerti in piazza come aggiungo io ,si possono raggiungere tantissime persone ,certamente distratte dai tanti pensieri che quotidianamente ci tormentano e ci assillano.
    questi sono mezzi forse dalle potenzialità non ancora ben definite ,ma certamente molto rilevanti ,sono come dire straordinarie location.
    ho ascoltato su radio uno ,un illustre cultore che disinvoltamente parlando delle bellezze del nostro paese ,si esprimeva proprio così ,splendide location.
    scusate ma io uno che mi dice location lo invito ad andare in bagno a ritrovarsi ,a riprendersi la sua fantasia irrimediabilmente smarrita.

  8. AlfonSina scrive:

    Sapete ieri sera sono stata con mia figlia alla Neu Nationalgalerie dove é stata allestita una mostra di quadri prestati dal Metropolitan Museum of Art die NY…….e vi ho pensato. Si, ho pensato all´intelligente commento di Roberto Pozza e alle nostre varie reazioni. C´era tanta gente ieri sera al museo. Persone molto eleganti, persone stravaganti, persone normali, come me, con i nostri amati jeans, anziani, giovani, bambini e tante persone sedute sulle sedie a rotelle. Ma tutti con un unico interesse: vedere delle cose belle. Eravamo tutti persi davanti ai dipinti di Monet, Van Gogh, Modigliani, Gauguin, Renoir. Ognuno con le proprie sensazioni, domande e risposte. Cultura allo stato puro. Per ognuno di noi qualcosa che ha un significato diverso. Per la mia bambina che ha nove anni scoprire in un dipinto che i cavalieri forse erano tutti fratelli perché si somigliavano tutti. Qualcuno accanto a me discuteva sulle tecniche usate dai pittori o perché usare proprio quel soggetto o quei colori. Ed io ero affascinata si dai quadri ma anche dalle persone, dalle loro faccie, dal loro avvinare cosí tanto il naso al dipinto per vedere meglio……..si é stato proprio bello….sono sicura che siamo andati tutti via contenti di essere piú ricchi…… dentro. Queste cari amici sono momenti che mi fanno sentire bene e che mi fá sentire ottimista. ciao.

  9. gigliola scrive:

    L’arte, il bello, coincide con il bene…con il sentirsi bene. Oggi sono stata ad una conferenza Arte e Archetipi, tenuta dai Prof. Gabriele la Porta e Gocci Giovanni…ed è stato molto entusiasmante. Due ore in cui sono stata catapultata in un’altra dimensione…mi sono trovata coinvolta mentalmente nella storia, nel racconto. Immaginazione. Devo dire che le capacità comunicative del Prof. La Porta sono notevoli, è riuscito a trasmettere la sua passione, il suo amore per la storia, per la storia dell’uomo.
    Quindi ti capisco Alfonsina quando dici di sentirrti più ricca , perchè è la stessa senzazione che ho provato io.
    Ricchezza che ho sentito la necessità di condividere con le persone vicine e anche con il blog. Quando le emozioni sono forti non puoi tenerle dentro…i valori a cui spesso noi facciamo riferimento fanno parte della storia dell’uomo. La corsa, su questa giostra impazzita ci illude che ci porterà chissa dove, invece la giostra gira solo su se stessa e non ci porta da nessuna parte.
    Gurdarsi dentro, coltivare la nostra anima. Cose che gli antichi già conoscevano e che noi abbiamo dimenticato…apparentemente.
    L’energie, le passioni sono dentro di noi, basta dargli la possibilità di manifestarsi.
    E allora sentiamo di stare bene, come io e te in questo momento.

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